Giù le mani dall'acqua! Così protestano i manifestanti davanti a Montecitorio, contro la legge che vuole rendere l'acqua, bene comune e indispensabile alla vita, una merce da privatizzare.
Oggi, infatti, approda alla Camera il decreto sugli obblighi comunitari (135/09), che include all'art. 15 la gestione privata dell'acqua.
La maggioranza è decisa a portare avanti la proposta, nonostante i sit-in organizzati da ambientalisti e associazioni dei consumatori, tra cui il FIME (Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua) che dichiara "L'acqua è un diritto umano" e organizza una manifestazione nazionale.
Il Pdl si difende dalle accuse, sostenendo che la riforma sia utile per mettersi in linea con le normative europee, mentre l'Idv ribatte che non è stata nemmeno presa in considerazione la proposta di legge di iniziativa popolare, firmata da 500.000 cittadini per ripubblicizzare il servzio idrico, proprio come è stato fatto in Puglia.
Insomma sul fronte dell'acqua è guerra aperta. Se da un lato il governo è intenzionato a privatizzare, con conseguente aumento dei costi per i consumatori (solo nel 2008 +5,4% dove l'acqua è in mano ai privati con picchi del 61,4% tra il 1997 e il 2006), la società civile si mobilita: l'acqua non è un bene su cui si può lucrare, deve essere affidata agli enti locali.
L'acqua non è un bene inesauribile, lo sanno bene i privati, che, di fronte alla crisi globale per le risorse idriche, si schierano per accaparrarsene il dominio. Se ancora oggi nel mondo si combattono guerre per il petrolio, non c'è da stupirsi se tra una decina d'anni si combatterranno per l'acqua.
Prima che ci privatizzino anche l'aria che respiriamo, cerchiamo di tenerci stretto il nostro oro blu, attraverso una gestione pubblica, controllata e regolata.
Avranno pure trovato il ghiaccio sulla Luna, ma non basterà a placare la sete di 6 miliardi di persone che vivono sul nostro pianeta.
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lunedì 16 novembre 2009
Dall'oro nero all'oro blu: giù le mani dall'acqua!
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giovedì 5 novembre 2009
Privatizzazione dell'acqua
Una notizia che è passata un po' sottotono in questi giorni riguarda la privatizzazione dell'acqua.
Il decreto legge 135/09, che riguarda la gestione dei servizi pubblici locali, compreso quello idrico, da affidare a privati, è stato approvato dal consiglio dei ministri, ed è approdato in Senato il 3 novembre. Per il momento è stato emendato grazie all'intervento del PD.
Ma si tenta comunque di sottrarre l'acqua dalle mani dello Stato, delle regioni e dei comuni ed aprire il mercato ai privati.
Questo, a quanto dice il governo, per adeguarsi alla disciplina comunitaria.
Tuttavia il Parlamento Europeo dichiara che "l'acqua è un bene comune dell'umanità" e che "alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza".
La prima regione a muoversi contro l'art. 15 del decreto governativo è stata la Puglia, che considera l'acqua un bene dei suoi cittadini e per tanto non assoggettabile ai meccanismi di mercato. Vendola e la sua Giunta hanno stabilito la ripubblicizzazione dell'Acquedotto Pugliese, proprio riferendosi alle norme europee, che consentono che vi sia la libertà di scelta da parte dello Stato, dei comuni e delle regioni “se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a un altro ente (pubblico o privato)”.
In molte altre zone del paese ci si appella contro il decreto, soprattutto dove la gestione delle risorse idriche funziona egregiamente. Dal nord al sud i comuni hanno inserito nei loro statuti articoli che proteggano l'acqua come un bene comune e pubblico.
Fermiamo la privatizzazione dell'acqua! L'acqua è un bene di tutti!
Ricordando che al mondo ci sono paesi in cui si muore di sete proprio perchè l'acqua è affidata nelle mani dei privati che non fanno sconti a nessuno.
Il decreto legge 135/09, che riguarda la gestione dei servizi pubblici locali, compreso quello idrico, da affidare a privati, è stato approvato dal consiglio dei ministri, ed è approdato in Senato il 3 novembre. Per il momento è stato emendato grazie all'intervento del PD.
Ma si tenta comunque di sottrarre l'acqua dalle mani dello Stato, delle regioni e dei comuni ed aprire il mercato ai privati.
Questo, a quanto dice il governo, per adeguarsi alla disciplina comunitaria.
Tuttavia il Parlamento Europeo dichiara che "l'acqua è un bene comune dell'umanità" e che "alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza".
La prima regione a muoversi contro l'art. 15 del decreto governativo è stata la Puglia, che considera l'acqua un bene dei suoi cittadini e per tanto non assoggettabile ai meccanismi di mercato. Vendola e la sua Giunta hanno stabilito la ripubblicizzazione dell'Acquedotto Pugliese, proprio riferendosi alle norme europee, che consentono che vi sia la libertà di scelta da parte dello Stato, dei comuni e delle regioni “se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a un altro ente (pubblico o privato)”.
In molte altre zone del paese ci si appella contro il decreto, soprattutto dove la gestione delle risorse idriche funziona egregiamente. Dal nord al sud i comuni hanno inserito nei loro statuti articoli che proteggano l'acqua come un bene comune e pubblico.
Fermiamo la privatizzazione dell'acqua! L'acqua è un bene di tutti!
Ricordando che al mondo ci sono paesi in cui si muore di sete proprio perchè l'acqua è affidata nelle mani dei privati che non fanno sconti a nessuno.
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